Reading teatrale Rwanda 1994 | venerdì 29 novembre

Storia e storie del Rwanda a 25 anni dal terribile genocidio che ha causato la morte di più di 800mila civili in 100 giorni. Tra pagine di libri e testimonianze tra sopravvissuti e volontari, un reading teatrale per riflettere su quanto accaduto nel piccolo stato africano nel 1994. “Rwanda 1994. Se mi aprivano le mani succedeva che non rimanevo vivo” è un progetto nato dalla collaborazione tra Variopinto onlus e Teatro Periferico per una memoria viva, non cristallizzata esclusivamente in commemorazione, che possa aiutarci a non dimenticare come ciò che è avvenuto, ancora nel cuore e nella sofferenza dell’oggi di tutti coloro che hanno vissuto in prima persona la tragedia del 1994, sia lo specchio di una realtà quotidiana attuale in altre parti del mondo.

 

Venerdì 29 novembre 2019 h. 21,00

Auditorium Bambini di Cernobyl

c/o scuola di via Cartesio Limbiate  (Mb)

Ingresso con offerta libera

Rivolto ad un pubblico dai 14 anni in su

 

 

 

“Rwanda 1994. Se mi aprivano le mani succedeva che non rimanevo vivo

Con Elisa Canfora

Regia Paola Manfredi

Adattamento testi Elisa Canfora

Produzione Teatro Periferico in collaborazione con Variopinto onlus

 

“Rwanda 1994. Se mi aprivano le mani succedeva che non rimanevo vivo, nasce in occasione del venticinquennale del genocidio.

Abbiamo lavorato cercando di ricostruire i fatti antecedenti al tragico avvenimento e restituire alcune testimonianze di ruandesi sopravvissuti al massacro, che in 100 giorni ha causato la morte di oltre 800.000 persone.

Questo genocidio, come altri che la storia ha drammaticamente registrato prima di quello africano, era stato preparato molto tempo prima del 6 aprile 1994 e per volontà di Paesi stranieri.

Per rendere la complessità dei fatti e del peso delle azioni perpetrate dai Paesi colonialisti nell’arco dei secoli, il testo si compone di una cronologia storica, oggettiva e accessibile a un pubblico non esperto, nel corso della quale si aprono degli spazi di restituzione teatralizzata di testimonianze di superstiti e testimoni. Voci di uomini e donne, raccolti dalla stessa attrice, da volontari dell’Associazione Variopinto onlus o estrapolate dalla letteratura prodotta sul tema nel corso di questi anni, che meglio di qualsiasi altro documento o ricostruzione storiografica possono rendere l’idea dello stato di pericolo e il clima di terrore che ha compromesso indelebilmente la vita di migliaia di uomini, donne e bambini ruandesi scampati alla morte. A comporre questo docu-drama ci sono quindi i dati certi della Storia, i sentimenti delle storie di vita e il linguaggio diretto, talvolta tagliente, dei documenti. Immagini, reperti audio, vignette pubblicate dagli organi di stampa razzista prima e durante la terrificante primavera-estate del 1994 e stralci di documentari, fanno da sfondo e arricchiscono – anche scenograficamente, in quanto sono proiettati – la lettura scenica della cronologia e dei brani dei libri, alternati a monologhi teatrali che restituiscono corpo e voce alla memoria dei sopravvissuti.

 

Per il contenuto delle informazioni e le immagini proiettate si consiglia la fruizione da parte di un pubblico di adulti e giovani a partire dalle scuole superiori

 

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