Artigiani e socialità: il lavoro e la sala polivalente

“Non si costruisce una casa da soli”

Proverbio Rwandese

Artigiani: dalla natura e dalla sapienza tramandata il lavoro che da dignità

Le statue in legno, in testa la tanica dell’acqua. I crocifissi, nelle misure più diverse che prendono forma da tronchi e rami. E ancora i vasi in terracotta, creazioni uniche dalla terra. Senza dimenticare i biglietti d’auguri, realizzati con infinita pazienza incollando piccolissimi intagli di foglie di banano essiccate. E non da ultimi, gli agaseke, panierini intrecciati con tecniche tradizionali.

Ma dietro ogni prodotto, ogni pezzo, c’è una storia di vita. C’è una storia di lavoro e di conoscenza. E c’è anche una storia di speranza per tutti gli artigiani rwandesi che, dopo aver costituito cooperative, collaborano con l’associazione.

Ed è proprio questo percorso che ha portato i soci di Variopinto Onlus prima ad immaginare, e poi a far diventare realtà, Variomondo, la bottega di Variopinto,un luogo dove provare ad far affacciare i manufatti degli artigiani in un nuovo mercato, ma anche un impegno corale per provare a trasmettere la passione, la creatività e la fatica, tappe di un percorso verso la dignità e il mantenimento, almeno nei bisogni primari, della propria famiglia.

 Sala polivalente

La celebrazione della messa ogni domenica, ma anche gli incontri dei gruppi e il punto di riferimento per l’intero quartiere. Il salone polivalente di Tumba è tutto questo: un luogo vivo che risponde alle diverse esigenze di incontro degli abitanti dei dintorni. Basti passare durante la domenica mattina per sentire i canti e i balli che animano la celebrazione, oppure assistere alle riunione della cooperative di artigiani per rendersi conto del valore di questo immobile in termini di spazio condiviso e vivace.

Il salone polivalente è stato inaugurato nell’agosto del 2002 e da allora è diventato un caposaldo per le attività sociali, religiose e di divertimento a disposizione della popolazione e della scuola. Ed è facile immaginare e mettersi in ascolto anche tra le panche vuoto e il silenzio dello spazio quando non è utilizzato, i giochi dei bambini, le preghiere, i sorrisi delle feste…

 

 

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