Il centro ragazzi disabili di Mugombwa

“Una gocciolina nel mare”

Il centro accoglie 18 ragazzi/e dai 7 ai 17 anni che vivono una situazione di disabilità più o meno accentuata, fisica o mentale. Dal Settembre 2008 Variopinto ha accettato di assumerne i costi ipotizzando da subito, con il Parroco di Mugombwa che ne presiede la gestione, anche un cammino di accompagnamento e sostegno delle famiglie che riaccoglieranno i ragazzi/e al termine della scuola, così come un percorso di avviamento lavorativo, che possa in futuro garantire loro la possibilità di un’autonomia di vita. Il progetto educativo del Centro è dunque frutto della condivisione tra Variopinto, le 3 educatrici, il Parroco di Mugombwa e i responsabili della Caritas Diocesana di Butare che presiedono alla supervisione.

Il centro si propone di garantire ai ragazzi, attraverso un’accoglienza di tipo residenziale, di vivere una “normale quotidianità” con la frequenza a scuola, (tutti i ragazzi frequentano la scuola, primaria o secondaria a seconda dell’età), i compiti e lo studio nei momenti liberi, i giorni in ospedale per gli interventi chirurgici e la fisioterapia, le cure mediche durante i periodi estivi, la pulizia della casa, l’aiuto in cucina o nel piccolo allevamento adiacente, la Messa della domenica e il pranzo, i giochi e il riposo pomeridiano… Apparentemente piccole attività che però significano molto, perché aiutano i ragazzi e le ragazze a scoprire e ritrovare in sé le forze e le energie per poter affrontare il domani, a far emergere le potenzialità di ciascuno, così indispensabili in una vita che si è manifestata non facile fin dall’inizio.

Obiettivo del progetto è anche quello di mantenere i contatti e i legami con la famiglia d’origine nella quale i ragazzi rientrano durante le vacanze o le feste, perché luogo di ritorno definitivo dopo il termine del periodo scolastico e di avviamento lavorativo.

 

Quali prospettive….

Oggi più che mai diventa necessario continuare nel cammino di riflessione iniziato, per l’individuazione di possibili strade che possano aiutare i ragazzi/e a conquistarsi dignitosamente la loro autonomia di vita, attraverso percorsi di studio o apprendistato lavorativo adeguati alla loro situazione fisica o psicologica e l’accompagnamento delle loro famiglie, affinché il loro rientro a casa possa essere vissuto in maniera positiva.

Forse un obiettivo ambizioso se comparato alla reale situazione ambientale, culturale ed economica del territorio, per la quale ogni spiegazione ci porterebbe troppo lontano con il rischio che, come spesso capita, si finisca con il perdere di vista ciò che più conta: le persone che lo abitano e lo vivono.

Tutto questo ovviamente non sarebbe possibile senza l’energia e la passione che le educatrici mettono, sia nella gestione quotidiana, sia nell’ accompagnamento delle famiglie e senza il prezioso supporto del parroco che segue da vicino e costantemente la vita del Centro.

Un percorso dunque che ci vede coinvolti come compagni di viaggio e in cui i volti, i sorrisi, la voglia di conoscere e di scoprire dei ragazzi e delle ragazze del Centro o meglio di Clementine, Therence, Beata, Emmanuel, Marie Rose,… si tramutano per ciascuno di noi che li ha conosciuti, nella voglia e nel desiderio di continuare con loro il cammino.

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